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Kapo
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mwcqmwcgKapo, o mwcwmwdaKapò, nel mwdqgergo mwdgmwdwLagersprache indica il prigioniero di un campo di concentramento nazista al quale era affidata la funzione di comando sugli altri deportaticite-ref-kapo-glossario-1-0[1]. Nei campi nei quali erano internate delle donne tale ruolo era svolto dalla mwfamwfqBlockowacite-ref-2[2] o dalla mwggmwgwStubowacite-ref-3[3].
Contents
• Note
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Etimologia
Chi erano i Kapo
Il mwogKapo era un prigioniero dei lager nazisti investito dalle autorità dei campi di funzioni di responsabilità su una squadra di lavoro, di mantenimento dell'ordine, e in generale di sorveglianza sui deportaticite-ref-kapo-dizionario-8-0[8]. Quasi tutti i mwpwKapo erano scelti principalmente fra i detenuti di "mwqarazza ariana" classificati come criminali comuni, contrassegnati con un triangolo verdecite-ref-kapo-glossario-1-1[1], secondo mwrgil sistema di identificazione dei prigionieri. Ci furono alcuni casi di mwrwKapo internati politici, che portavano il triangolo rosso, sostituiti ai triangoli verdi da parte delle organizzazioni clandestine di resistenza interne ai lagercite-ref-kapo-dizionario-8-1[8], che cercarono di migliorare le condizioni di vita delle persone che dovevano controllarecite-ref-9[9].
In alcuni lager, come in quello di Auschwitz, portavano un bracciale con la scritta "Kapo"cite-ref-kapo-dizionario-8-2[8], o comunque generalmente portavano al braccio sinistro una fascia particolare. Erano perciò definiti anche "quelli che portano la fascia", mwwgBindenträgercite-ref-10[10]. Verso il termine del conflitto, quando la necessità di manodopera qualificata per l'industria bellica tedesca si fece più pressante e il processo di sterminio subì un rallentamento, non mancarono casi di mwxwKapo mwyaebrei.
Ogni mwygBlock interno al mwywcampo di concentramento o mwzacampo di sterminio aveva un mwzqKapo che decideva, di fatto, le sorti dei detenuti suoi sottomessi, con la collaborazione di una struttura gerarchica di internati privilegiati. Per questo motivo, i dirigenti dei campi sceglievano con cura le persone cui affidare tale compito. Requisito fondamentale doveva essere la ferma adesione alla politica di gestione del campo adottata dalle mwzgSS e l'assoluta mancanza di mwzwpietà nei confronti dei detenuti.
Ruolo e importanza strategica del kapo
Il suo compito fondamentale, dunque, era quello di amministrare il mwagBlock affidatogli in modo da reprimere sul nascere le possibili idee e speranze di rivolte interne e di far funzionare alla perfezione la "comunità" carceraria. La struttura del mwawlager era dunque costruita su una base di delegazione del controllo e del potere: da mwbaHitler - mwbqHimmler - mwbgEichmann - fino ai direttori dei mwbwlager - alle SS - ed infine ai mwcakapo. Tutti gli uomini controllavano e gestivano, seguendo fedelmente le direttive di mwcqBerlino, un piccolo spazio e regolarmente ogni uomo che avesse fra le mani una qualsiasi responsabilità, doveva informare con dei rapporti i diretti superiori. I kapo si rapportavano con le SS, le quali stilavano dei rapporti per i direttori del mwcglager fino a tenere costantemente informato mwcwHitler stesso di ogni cosa. In questo modo risultava facile e immediato avere in ogni momento la possibilità di rivolgersi istantaneamente ad un responsabile diretto qualora qualcosa non funzionasse per il meglio.
Le testimonianze dei sopravvissuti
Le testimonianze dei sopravvissuti non mancano mai di narrare l'efferatezza dei mwdgkapo e gli episodi di crudeltà di cui essi si rendevano responsabili. Ne è un esempio la testimonianza di mwdwPrimo Levi, nella sua opera mweamweqSe questo è un uomo. I privilegi di cui godevano tali incaricati erano notevoli e costituivano un ottimo incentivo a svolgere con zelo il proprio compito. D'altra parte i mwegkapo potevano essere sostituiti a piacimento dalle autorità SS del campo, nel caso non si fossero dimostrati abbastanza "energici", ritornando a confondersi con la massa: questo li avrebbe messi di fronte all'mwewostracismo e all'odio degli altri internati per la posizione di mwfakapo precedentemente ricoperta.
I mwfgkapo godevano di una maggiore quantità di cibo: erano loro stessi spesso a razionare gli alimenti per i detenuti del proprio mwfwBlock, per cui decidevano liberamente quanto cibo prendere per sé e quanto destinarne agli altri detenuti. È inoltre noto che ogni mwgakapo poteva scegliere fra i detenuti un mwgqkinderstube, ossia un giovane mwgwdeportato che in cambio di alcuni privilegi (spesso si parla di cibo) era tenuto a soddisfare ogni richiesta (anche sessualecite-ref-11[11]) del mwiakapo.
Implicazioni sociali e psicologiche
Le implicazioni sociali e psicologiche della presenza del mwiwkapo all'interno del mwjaBlock sono estremamente complesse. Di seguito ne vengono riportate solo alcune fra le più evidenti:
• Nel processo di nullificazione del soggetto, al deportato veniva mostrato che un criminale abituale, ossia una persona arrestata per aver commesso un reato, manteneva l'identità di soggetto, mentre un deportato innocente, reo solo di essere stato trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato, diventava un oggetto anonimo, un "pezzo" numerato qualsiasi.
• Il deportato viveva costantemente nella psicologia del terrore, oltre che delle SS, anche dei propri "capicella".
• Nella speranza di ottenere del cibo o dei trattamenti speciali, all'interno dei mwkqBlock alcuni deportati si davano allo spionaggio (ossia facevano la spia con i kapo di quanto vedevano, sentivano o credevano di aver intuito dei propri compagni). Il deportato viveva, quindi, anche nella paura costante di essere denunciato - e quindi punito - da un compagno senza aver fatto niente.
• Ogni deportato che non volesse rischiare niente più di quello che abitualmente rischiava, tendeva ad isolarsi dagli altri compagni, restando definitivamente isolato in mezzo agli isolati.
• Ogni tentativo di ribellione veniva ad essere praticamente impossibile, fin dall'inizio dell'ideazione.
• La possibilità di fratellanza e aiuto fra i deportati era ridotta al minimo.
Note
cite-note-kapo-glossario-11. ↑ mwnqmwngmwnwKapo - glossario, su mwoalageredeportazione.org. mwoqURL consultato il 2 ottobre 2014 mwog(archiviato dall'mwowurl originale il 6 ottobre 2014).
cite-note-22. ↑ mwpwmwqamwqqBlockowa, su mwqglageredeportazione.org. mwqwURL consultato il 2 ottobre 2014 mwra(archiviato dall'mwrqurl originale il 6 ottobre 2014).
cite-note-33. ↑ mwsqmwsgmwswStubowa, su mwtalageredeportazione.org. mwtqURL consultato il 2 ottobre 2014 mwtg(archiviato dall'mwtwurl originale il 6 ottobre 2014).
cite-note-44. ↑ mwuwDuden alla voce mwvaKapo
cite-note-55. ↑ Aldo Enzi, Il lessico della violenza nella Germania nazista, Patron, 1971, alla voce mwwaKapo
cite-note-66. ↑ Hans Maršálek, Storia del campo di concentramento di Mauthausen. Documentazione, edition Mauthausen, Vienna, 2008, Allegato mwxaEspressioni del lager (glossario)
cite-note-77. ↑ Daniela Accadia, mwyaLa lingua nei campi nazisti della morte mwyqArchiviatomwyg il 23 settembre 2015 in mwywInternet Archivemwza., pag. 53
cite-note-kapo-dizionario-88. ↑ mw1qmw1gmw1wKapo - dizionario, su mw2adeportati.it mw2q(archiviato dall'mw2gurl originale il 6 ottobre 2014).
cite-note-1010. ↑ mw5gHermann Langbein, mw5wUomini ad Auschwitz, Prefazione di Primo Levi, Mursia, p.mw6a 19.
cite-note-1111. ↑ . Fonte; Jean Paul Steinberg. Un altro mondo-memorie da Auschwitzmw7q
Bibliografia
mw-aSi veda anche Olocausto (bibliografia)
• mw-aBruno Bettelheim, mw-qOn Dachau and Buchenwald, in Nazi Conspiracy
• Bruno Bettelheim, mw-wBehavior in Extreme Situations, in Journal of Abnormal and Social Psychology (1943)
• Rousset D., mwaqeLes jours de Notre Mort, Paris 1947
• mwaqmTheodor W. Adorno, mwaqqMax Horkheimer, mwaquLa dialectique de la raison, Gallimard Paris 1974
• Theodor W. Adorno, mwaqcMinima Moralia, Einaudi Torino 1979
• mwaqkZygmunt Bauman, mwaqoModernità e Olocausto, Il Mulino 1992
• Feingold H.L., mwaqwHow unique is the Holocaust?, The Simon Wiesenthal Centre, Los Angeles 1983
• mwaq4Christopher Browning, mwaq8Uomini Comuni, Einaudi 1992
• mwareHannah Arendt, mwarimwarmLa banalità del male, Feltrinelli 1964
• Hannah Arendt, mwaruL'immagine dell'inferno, editori Riuniti 2001
• Hannah Arendt, mwarcLe Origini del Totalitarismo, Ed. di Comunità 1967
• Hannah Arendt, mwarkSulla Violenza, Le Fenici 1996
• mwarsKarl Jaspers, mwarwLa questione della colpa, Raffaello Cortina 1966
• mwar4Raul Hilberg, mwar8Carnefici, Vittime, Spettatori, Mondadori 2001
• Raul Hilberg, mwaseLa distruzione degli ebrei d'Europa, Einaudi 1995
• mwasmMartin Buber, mwasqL'eclissi di Dio, Mondadori 1990
• mwasyCarlo Spartaco Capogreco, mwascI Campi del Duce, Einaudi 2004
• mwaskHermann Langbein, mwasoUomini ad Auschwitz, Mursia 1992
• Liblau C., mwaswI Kapo di Auschwitz, Einaudi 2007
• mwas4Primo Levi, mwas8mwataSe questo è un uomo, Einaudi 1958
• Primo Levi, mwatimwatmI sommersi e i salvati, Einaudi 1987
Voci correlate
• mwatcAntisemitismo
• mwatkCampo di concentramento
• mwatsCampo di sterminio
• mwat0Kapò (film)
• mwat8Lager
• mwaueLagersprache
• mwaumSeconda guerra mondiale
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